Secondo lei quanto può realmente essere funzionale la metodologia BIM in un progetto di recupero o restauro di una struttura storica?
Il BIM permette di avere una progettazione integrata, di valutare il progetto in tutte le sue sfaccettature e complessità. Poter fare a monte un’analisi più dettagliata negli interventi di restauro, che durante la fase operativa e di direzione lavori, sono per natura quelli con più imprevisti é chiaramente un enorme vantaggio. Durante gli scavi, anche se sono state fatte le dovute prove geologiche, non si è mai completamente a conoscenza di ciò che potrebbe essere rinvenuto, reperti e pavimentazioni storiche per esempio. Il BIM dà la possibilità di creare un archivio digitale delle informazioni, per tracciare ciò che si è trovato. In questo modo l’informazione storica si unisce al progetto e può essere valorizzata. Al contempo si lascia un segno per il futuro. In un edificio storico o vincolato, rispetto a uno di nuova costruzione, si incontrano spesso modifiche strutturali avvenute nel tempo. Stiamo partendo ora con il progetto di restauro della Torre degli Anziani di Padova, ogni piano dell’edificio ha una sezione differente, progettazioni di tale complessità non possono che essere in BIM.