Qual è secondo lei la maggior difficoltà che riscontra un architetto utilizzando la metodologia BIM?
Nella mia esperienza professionale, il problema che ho riscontrato più di frequente nell’approccio alla metodologia BIM, è una sorta di resistenza al cambiamento, soprattutto nei contesti legati ad un approccio alla progettazione più tradizionale. Parlando di aspetti puramente economici, l’investimento iniziale sia in termini di infrastrutture che di formazione non è trascurabile, e questo spesso spaventa, soprattutto quelle realtà medio piccole che rappresentano la fetta più grande del nostro settore. Se a questo si aggiunge l’idea errata secondo cui basta una semplice certificazione, o l’acquisto di un determinato software per poter operare e lavorare in BIM, è chiaro che si genera confusione e sfiducia verso una metodologia che invece rappresenta una concreta, e oserei dire quasi obbligata, possibilità di crescita.
Anni fa si parlava della metodologia BIM come “il futuro dell’edilizia”, oggi è sicuramente parte integrante del nostro presente. A che livello siamo realmente secondo lei? E cosa immagina per il futuro del nostro settore?
Innanzitutto bisogna evidenziare come sia ancora evidente il divario tra i principali Paesi, sia a livello mondiale che a livello comunitario, nonostante i numerosi sforzi fatti in ambito legislativo e procedurale, si pensi alla norma ISO 19650. Volendo guardare alla situazione Italiana, il ritardo del nostro apparato produttivo è cosa ben nota, basti pensare che nell’anno in cui in UK veniva reso obbligatorio il raggiungimento di un BIM Maturity Level 2 per le società attive nell’industria delle costruzioni (2016), nel nostro paese veniva pubblicata la prima stesura del Nuovo Codice degli Appalti, che sarebbe diventata la base del primo vero decreto BIM (D.M. 560/2017) che definisce i tempi di progressiva adozione del BIM negli appalti pubblici.
Ciò nonostante, la messa in moto di un meccanismo virtuoso di progressivo allineamento ai parametri internazionali è stato di fondamentale importanza, ed è altrettanto importante la diffusione che il BIM sta avendo nel nostro paese, come si evince dall’annuale rapporto OICE sui bandi di gara pubblici in cui viene richiesto l’utilizzo del BIM, secondo cui l’incremento medio annuo dal 2015, anno in cui i bandi BIM sono stati soltanto 4, al 2019 è stato addirittura del 272,5%, anno in cui i bandi registrati sono stati 478.